04/04/2008
SCHEDARIO MENTALE
Lo schedario mentale rappresenta una tra le più efficaci tecniche mnemoniche, forse la più efficace, perché consente di ritenere in maniera ordinata le informazioni esterne, e di richiamare le stesse successivamente, sia in sequenza che in ordine sparso, evocando rapidamente anche quale sia l’ennesima scheda che contiene il dato cercato ricordandone la posizione. Come già detto, dato che la mente è in grado di elaborare facilmente le immagini, il nostro schedario mentale, ovviamente virtuale, sarà composto da immagini che sono convertibili in un numero che ne determina la posizione tramite il codice di conversione all’interno dello stesso schedario; cosicché, dato un certo numero, lo si converte in immagine e la si fissa mentalmente, associando ad essa un preciso riferimento in memoria. Lo schedario andrà quindi appreso con estrema precisione ed usato con scioltezza e velocità. All’inizio l’operazione apparirà leggermente faticosa, ma non appena si sarà entrato in confidenza con essa, risulterà un buon livello di esercizio, caratterizzato da una meccanizzazione automatica del richiamo delle schede. L’unico sforzo nell’applicazione di questa tecnica, consisterà nel dover collegare, utilizzando il V.A.P., la scheda al dato corrispondente. Nei primi ripassi, nel caso non si riesca a richiamare con esattezza la scheda di un dato numero, sarà utile avvalersi del codice di conversione fonetico ripetendo a voce alta le consonanti da cui la scheda è composta fino a pervenire all’immagine cercata.
Solitamente, le schede più difficili da ricordare sono quelle che non iniziano per la consonante corrispondente al numero ma per una certa vocale: questa vocale andrà quindi cercata imponendo innanzi alla consonante nell’ordine la A, la E, la I, la O e la U.
Si capirà certamente come per ogni scheda sia possibile associare più di un’immagine di riferimento, ma solo quando si troverà la parola giusta ci apparirà, chiara e vivida, l’immagine che avevamo precedentemente fissato. Lo schedario si ottiene in base ad approfondite considerazioni sulla capacità di manipolare le immagini e sulla possibilità di associarle.
Occorre tuttavia tenere presente che:
Vi dev’essere un’unica immagine per ogni scheda per non confondersi al momento del richiamo;
Che tale immagine non deve accavallarsi con le altre immagini di riferimento già esistenti;
Deve essere vivida e familiare per non creare rallentamenti nella sua ricostruzione (dopo un po’ di esercizio tale ricostruzione sarà comunque lampante).
Con la tecnica appresa per la Fotografia mentale
cominciamo con le seguenti dieci utili schede:
| 00 | SS | |
| 01 | SD | |
| 02 | SN | |
| 03 | SCM | |
| 04 | SR | |
| 05 | SL | |
| 06 | SG | |
| 07 | SCH | |
| 08 | SV | |
| 09 | SP |
Queste prime dieci schede non fanno parte del vero e proprio schedario mentale ma possono essere usate in diverse applicazioni in modo da facilitare l’associazione tra numeri ed immagini.
Ad esempio, per ricordare il numero 000805040906, che non è di facile ed immediata conversione, basterà creare la seguente cascata:
"Facendo SESSO i SAVOIA su un'ISOLA di SERA furono osservati da una SPIA travestita da SAGGIO dell'antica Grecia".
Passiamo ora al vero e proprio schedario mentale.
| Da 0 a 10
| Da 11 a 20 | Da 21 a 30
|
| Da 31 a 40
| Da 41 a 50
| Da 51 a 60
|
| Da 61 a 70
| Da 71 a 80
| da 81 a 90
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| Da 91 a 100
|
|
|
N.B. - Le schede mentali potranno essere suscettibili di cambiamenti sia per immagini che per scelta di scheda mentale.
Sul cd-rom si trova il modo per memorizzare l’intera lista di oggetti in modo da mandare a lungo termine l'intero schedario in pochi minuti.
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TECNICA DEI LOCI
Consiste in un sistema di memorizzazione semplice ma estremamente efficace, adoperato da molti uomini pubblici nei loro discorsi, al fine di non perdere il filo logico del discorso pur senza l’ausilio della famosa “scaletta degli argomenti”. Marco Tullio Cicerone, il celebre oratore romano, nel suo “De Oratore” affermava che nella memoria si fissano meglio le immagini provenienti dai sensi ed in particolar modo quelle che si presentano alla vista. Occorreva dunque aggiungere o associare ai dati, un elemento visivo. Egli, inoltre, sosteneva la necessità della collocazione in un determinato posto o luogo di tali immagini, affinché potessero essere ricordate con sicurezza, ordine e precisione. Per una corretta attuazione della tecnica dei loci sono necessari dei luoghi che abbaiano le seguenti caratteristiche: I luoghi devono essere posti a distanza ridotta e costante tra loro. Devono essere numerosi. Devono essere chiaramente definiti. Le immagini dovranno essere inoltre dotate di un elevato grado di rappresentatività, e tali da catturare al momento del ricordo l’attenzione con rapidità. Per utilizzare al meglio il metodo dei loci si dovrà:
1) definire con estrema precisione e rigore le costruzioni, i locali e gli arredamenti che si utilizzeranno come ordinato supporto mnemonico;
2) convertire in forma visiva le parole da ricordare;
3) associare le immagini ottenute al LOCUS a mezzo del P.A.V.
Ciascun elemento o informazione dovrà essere differenziata il più possibile da ogni luogo per dimensione, colore, illuminazione, contrasto e chiarezza: Si dovrà quindi evitare di porre oggetti molto piccoli in un luogo molto grande (un cerino su una poltrona, uno spillo su un terrazzo, una spiga in un campo,…) ma, se sarà necessario, si dovrà ingrandire sproporzionatamente l’oggetto visualizzato. Sarà utile sovrapporre cose del medesimo colore. Non bisognerà porre oggetti un luoghi difficilmente visibili (dentro armadi, sotto un tavolo, dietro un muro). Non si dovrà assolutamente porre le cose nella loro posizione naturale e scontata (un foglio sulla scrivania, un cuscino sul letto, una scarpa nella scarpiera, una pentola sui fornelli,…). Questa tecnica associativa presenta inoltre il notevole vantaggio di far fronte al problema del “blocco mentale” che affligge coloro che devono ricordare grandi quantità di dati. Per rammentare quanto memorizzato in precedenza, infatti, con questa tecnica non si dovrà fare altro che ripercorrere mentalmente i luoghi prescelti e richiamare le informazioni ad essi associate. Nel caso in cui si dovesse dimenticare una visualizzazione sarà sempre possibile proseguire oltre! Occorre evidenziare che quest’ultima operazione sarebbe impossibile con il solo metodo a cascata. E importante precisare che il percorso scelto e i loci relativi possono sia essere realmente esistenti sia immaginari, anche se è preferibile avere dei riferimenti reali per evitare incertezze e confusioni.
N. B. L’utilizzo di questa tecnica permette un uso congiunto dei due emisferi cerebrali in quanto pur se l’associazione avviene in modo fantastico e creativo, la selezione e l’individuazione dei dati delle diverse locazioni avviene con una rigorosa logica.
P. S. Una curiosità: questo sistema mnemonico, fra l’altro, originò il modo di dire: “in primo luogo”, facendo con ciò riferimento all’immagine associata a quella scelta iniziale nel percorso mentale adottato. Esercitatevi nel visualizzare i fumetti con i loro colori originali. Immaginate le scene vivide, reali, presenti, e per ogni striscia fate compiere concretamente le azioni ai disegni.
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AGENDA MENTALE
Questa tecnica è fondamentale per le persone molto impegnate con un fitto calendario di appuntamenti. Giornalmente si procederà alla sua formulazione. Occorre aver già appreso i concetti espressi con il P.A.V. e con lo Schedario Mentale.
Consideriamo, ad esempio, che la nostra giornata venga scandita dai seguenti appuntamenti:
9:00 Commercialista
10:30 Dentista
12:00 Meccanico
15:30 Dirigente d’azienda
17:00 Notaio
19:00 Fisioterapia
21:00 Palestra
22:45 Fidanzata
L’agenda mentale dovrebbe essere così costruita:Immaginiamo di entrare in un cinema in cui sarà proiettato un film dal titolo: ”Appuntamenti del giorno”.
Il film narra la storia di un Commercialista che svolge come lavoro part-time il BOIA (casella mentale 9). Guardando bene il protagonista ci accorgiamo che l’attore assomiglia al nostro Dentista. La prima scena inquadra una tazza nelle mani di una MASSAIA (TAZZA + MASSAIA = caselle mentali 10 e 30) che viene lanciata sulla testa di un Meccanico mentre sta lavorando per riparare un'auto. In seguito alla caduta sviene e quando rinviene scopre una avaria del suo DNA (casella mentale 12) che lo porta alla morte. Finito il film dobbiamo ritornare a casa perché aspettiamo un famoso dirigente di azienda che deve fare da arbitro ad un DUELLO con la nostra MASSAIA (DUELLO + MASSAIA = caselle mentali 15 e 30). Quando apriamo la porta di casa troviamo, invece ad attenderci il notaio. Costui vuole parlarci della costruzione di una DIGA (casella mentale 17) che deve essere costruita per i suoi pesci rossi. La costruzione è necessaria perché questi pesci hanno avuto delle disavventure con pesci più grandi ed hanno riportato delle fratture che hanno reso necessario l'intervento di un fisioterapista. Per cortesia stappiamo una bottiglia di liquore. Il TAPPO (casella mentale 19) schizza via e attraversa la stanza uscendo dalla finestra e colpendo in testa il proprietario della palestra che abita nell’appartamento di fronte. Costui era NUDO (casella mentale 21). La fidanzata che viveva con lui, doveva rincasare con la NONNA di lei di ritorno da un RALLY(NONNA+ RALLY= caselle mentali 22 e 45).
La prima osservazione da fare è quella di operare con uno schema che preveda prima l'appuntamento e poi l'orario in cascata. Una volta costruita la storia mentalmente dovrà essere ripassata, ad occhi chiusi, almeno un paio di volte durante la giornata.
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